| Seneghe Seneghe, paese con poco più di 2000 abitanti, è situato sul versante sud-orientale del Montiferru a 305 metri sul livello del mare. Conosciuto per i suoi 1.000 ettari di bosco che ricoprono il monte Sos Paris, fra i più belli in Sardegna, per l'acqua delle sue sorgenti molto apprezzata, sin dai tempi dei Fenici, per le sue proprietà digestive.
Seneghe è famoso soprattutto per i suoi oliveti, il suo olio d'oliva è vincitore di diversi premi nei concorsi nazionali, non da meno sono il miele e il formaggio che vi si produce. Importante anche l'allevamento completamente naturale del Bue Rosso, bovino di razza Sardo-Modicana.
Punto d'incontro tra il Campidano e il Capodisopra, fu abitato ed ebbe una avanzata civiltà fin dai tempi più remoti, sicuramente sin dal Neolitico, come dimostrato dai numerosi strumenti litici reperiti in loco.
Nel periodo nuragico, grazie alla felice posizione della zona, ci fu un fiorire di nuraghi, dal protonuraghe ai nuraghi, ai complessi nuragici con più torri, a delle vere e proprie fortificazioni di cui resta un impressionante numero di testimonianze: circa 150 nuraghi, cifra approssimata per difetto, a cui sono da aggiungere tombe a cumulo, tombe dei giganti, dolmen , menhir, betili questo per il solo periodo nuragico.
La zona piacque molto anche a Fenici e Romani e anche di questi periodi restano numerose tracce, una per tutte: Funtana Fraigada, fonte termale risalente al periodo della dominazione romana.
Fin dall’ inizio del XIII secolo è citato nel Condaghe, il grande libro nel quale i monaci di S. Maria de Bonacatu registravano le liti giudiziarie e i lasciti testamentari.
Nel trattato firmato tra Eleonora d’Arborea e il re Giovanni IV d’Aragona vi sono nominati otto rappresentanti di Seneghe tra cui il maggiore Troisco Manca e altri giurati. In pieno secolo XVI sulle coste occidentali sarde avvenivano ancora le incursioni dei Tunisi ed Algerini, e i seneghesi dovevano essere in allarme.
Nel 1623 guidati dal parroco locale Salvatore Ponti liberarono Narbolia dall’assedio dei mori quando erano stati sorpresi nel sonno. NeI 1692 morirono oltre 500 abitanti di Seneghe a causa di una pestilenza la quale cessò per intercessione di S. Sebastiano Martire, per cui, in segno di gratitudine fu scelto patrono del Comune, mentre la chiesa rimase intitolata all’Immacolata Concezione.
Il paese di Seneghe è stato sempre pacifico, inteso sempre ai lavori dei campi e non partecipò in genere a moti e insurrezioni, tanto che nella visita fatta nel 1770 il Vicerè des Hayes non passa a Seneghe perché paese tranquillo. Seneghe fin dalla metà del secolo XVIII ebbe molti cittadini avviati agli studi, anche grazie ad una borsa di studio presso il Convitto Nazionale di Cagliari. A metà dell’800, il paese contava 2.150 abitanti, quasi come quella attuale: 650 erano agricoltori, 90 i pastori e 50 gli applicati a mestieri ed altre professioni. Il paese conserva un centro storico, dove si trovano la parrocchiale e l’oratorio del Rosario, risalenti al XVII secolo e la chiesa di Santa Maria della Rosa, del XV secolo. La chiesa di Santa Maria della Rosa è l’edificio religioso più antico e significativo di Seneghe.
La sua fisionomia, con la pianta a croce greca, ma la fondazione avvenne probabilmente due secoli prima. La chiesa del Rosario è grandiosa e nello schema ricorda la cattedrale di Oristano; è stata decorata con arabeschi e affreschi del pittore Scano negli anni 1910-12; la cupola è stata decorata anche dal pittore Emilio Schrer. All’interno della chiesa troviamo una croce astile d’argento e un ostensorio anch’esso d’argento del XVII secolo e una statua della Madonna della neve in legno dorato.
In epoca medioevale Seneghe appartenne al giudicato di Arborea nella curatoria del Campidano di Milis, in seguito il borgo fu ricompresso nel feudo del marchesato d’Arcais, riscattato il 5 maggio 1838 insieme ad altri 36 villaggi del Campidano di Oristano.
Il centro storico del paese conserva ancora diversi esempi di arte popolare, soprattutto negli ornati delle finestre e delle porte delle abitazioni edificate in basalto scuro; i tipici vicoli ospitano diverse attività tradizionali, con artigiani che lavorano la pelle, realizzano tappeti e producono i dolci tipici della tradizione locale.
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Ornamento in pietra di una casa
Le pregiate olive di Seneghe
Fontana nella piazza principale
La chiesa di Santa Maria della Rosa
Bue Rosso, razza Sardo-Modicana
Ballo folcloristico in piazza
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